Repair Café, le officine del riuso anche in Italia

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repair cafeUn luogo dove portare i propri oggetti rotti e riaverli funzionanti senza spendere nulla. È la filosofia alla base del Repair Café, un’esperienza di condivisione nata nel 2009 in Olanda, ad Amsterdam, da un’idea della giornalista Martine Postma. E che oggi conta quasi 1000 sedi sparse per il mondo, dall’Europa all’America, dove ogni mese mediamente si salvano dalla discarica 13mila oggetti.

Anche l’Italia ha deciso di sposare la causa del riuso. Ad oggi sono presenti due “caffè delle riparazioni” in Tirolo, uno a Pavia e uno a Roma; e – grazie a un progetto di crowdfunding – sta nascendo anche il Repair Café NapoliQuesti speciali bar-officine, ispirati alla cultura del recupero fai-da-te, nascono per mettere a disposizione delle comunità degli spazi di aggregazione dove i soci possano condividere abilità manuali e utensili e dare una seconda vita agli oggetti. Ma anche per far fronte al consumismo ormai insostenibile, e insieme alla crisi economica, attraverso il tentativo di ridurre i rifiuti e di promuovere il risparmio.

Frequentare questi spazi, oltre che a recuperare oggetti di diverso valore economico/affettivo e di varia tipologia (elettrodomestici, dispositivi tecnologici,repair cafe cicloveicoli etc), può servire anche ad apprendere nuove capacità e buone pratiche. Ad esempio, presso il neonato Aggiustatutto Repair Café Roma, è possibile seguire laboratori di riciclo e riuso o corsi per imparare ad eseguire piccole riparazioni, ma anche partecipare a serate di dibattito su tematiche ecologiche e sociali.

Un’esperienza affine a quella dei Repair Café è Restart Project, nata nel Regno Unito dall’idea di un italiano, Ugo Vallauri, e di un’anglo americana, Janet Gunter. Il motto del progetto è “Repair, don’t despair” (“Ripara, non disperare”) e consiste nei Restart Parties, eventi organizzati all’interno di biblioteche, centri sociali e spazi autogestiti, durante i quali dei tecnici volontari offrono riparazioni gratuite.

I Repair Café e i suoi “cugini” rappresentano un’occasione per rivedere le abitudini di una società schiava dell’“usa e getta”, che in genere preferisce buttar via le cose danneggiate piuttosto che cercare di recuperarle. Che sia arrivato il momento di ritornare alle soluzioni anti spreco di una volta?!

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